«È inaccettabile trasformare delle vittime in concorrenti nella responsabilità di un delitto gravissimo. È una forma di cinismo che non mi sarei aspettato dal sindaco della Capitale». Marco Minniti, ministro dell´Interno nel governo ombra del Pd, è esterrefatto per le parole del sindaco Alemanno. «È come se avesse detto a quei due poveracci – attacca – che è anche colpa loro».Onorevole Minniti. Quasi non sembra di sentir parlare lo stesso Gianni Alemanno che dopo l´omicidio Reggiani e la violenza sessuale ai danni della studentessa africana incentrò una furiosa campagna elettorale sul tema della sicurezza. «Per questo il ragionamento del sindaco mi ha lasciato senza parole. Ma questo dimostra un certo approccio della destra ai temi della sicurezza: quando si è all´opposizione si cavalcano gli eventi creando un clima terribile nel paese attraverso una strumentalizzazione politica al limite dello sciacallaggio, quando si governa si continua con la politica degli annunci senza avere un piano strategico per combattere il problema. Ma la sicurezza è una partita molto complessa che non può essere affrontata continuando a fare propaganda elettorale con la continuazione della ricetta degli annunci e con la minimizzazione dei problemi. Non si può dire ’se siamo all´opposizione il fine giustifica i mezzi, mentre se siamo noi a governare tutto è giustificato’.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78336

Tutti a bordo. Nella Gazzetta Ufficiale del 22 agosto scorso, in cima ad una serie di priorità nazionali come la certificazione di qualità del «cipollotto nocerino» e della «mela della Val di Non», poco prima delle «modalità tecniche di svolgimento della lotteria ad estrazione istantanea con partecipazione a distanza ‘Le carte della fortuna online’», in un posto che si immaginava ben occultato nella calura agostana, compare la nuova direttiva sul «trasporto aereo di Stato» del governo Berlusconi. La norma, varata il 25 luglio passato, anche qui con massimo riserbo (non ce n’è traccia né nell’indice analitico del sito www.governo.it, né nella rendicontazione del Consiglio dei ministri di quel giorno), abroga le norme più restrittive sui voli di Stato varate dal governo di Romano Prodi meno di un anno fa e le sostituisce con regole meno rigorose. Nel merito l’articolo 5 della nuova norma apre i portelloni dei voli di Stato («in via del tutto eccezionale e previa rigorosa valutazione», è scritto in modo quasi paternalistico nella legge) al «personale estraneo alla delegazione ma accreditato al seguito della stessa su indicazione dell’Autorità anche in relazione alla natura del viaggio, al rango rivestito dalle personalità trasportate, alle esigenze protocollari ed alle consuetudini, anche di carattere internazionale».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78373

«Le riforme, la modernizzazione del Paese sono gli obiettivi attorno a cui è nato il Pd. Crediamo che siano fondamentali per l’Italia e questo ci ha spinto e ci spinge a cercare il dialogo trovando finora da parte della destra chiusure e leggi ad personam. La verità è che quando Berlusconi ci accusa di sudditanza al giustizialismo fa una confusione: noi siamo attenti alla legalità e alle regole. Ma la differenza tra legalità e giustizialismo sembra sfuggirgli». La presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro risponde così alle dure critiche espresse dal premier Silvio Berlusconi in una intervista al settimanale legato a Cl, Tempi. Nell’intervista il Cavaliere accusa il segretario del Pd di essere «suddito delle frange giustizialiste» del suo schieramento.Per questa ragione Berlusconi si dice deluso da Walter Veltroni e dal ‘nuovo corso’ del Pd. «Avevo sperato davvero che la gestione Veltroni significasse l’apertura di una stagione nuova della politica italiana -premette il Cavaliere- Invece, la sudditanza psicologica e politica del Pd verso le frange giustizialiste è sconcertante». «Credo -ricalca poi Berlusconi- di non essere il solo deluso in questo da Veltroni. Credo che altrettanto delusi siano molti dei suoi sostenitori». Secondo il presidente del Consiglio il Pd si sarebbe infilato in un vicolo cieco. «Vendere un prodotto vecchio, già fuori mercato, puntando solo su una confezione nuova e accattivante, può funzionare per breve tempo».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78247

I cento metri sono stati affare americano fra gli uomini (tutti i finalisti lo erano, con maggioranza del Caribe) e giamaicano fra le donne. Il mezzofondo è un regolamento di conti africano, fra keniani e etiopi veri e keniani e etiopi arabizzati con i soldi dei sultani e degli sceicchi. S´inserisce l´Africa mediterranea. Nei concorsi (salti, lanci) domina la scuola slava, polverizzata in molte bandiere, e sempre di più. In queste discipline s´affaccia ogni tanto un greco, un rumeno, mentre fa scena muta la ‘vecchia’ Europa: è sparita. Nei primi tre giorni di atletica leggera, che è pur sempre la disciplina più probante, diffusa in tutto il mondo, Italia, Gran Bretagna, Francia, Germania hanno prodotto solo un misero argento, grazie ad un algerino naturalizzato francese, nei 3 mila siepi e con somma sorpresa. Anche la ‘nuova’ Spagna è spettatrice.

Il salto in lungo maschile di ieri sera è stato esemplare: si è vinto con misure modestissime, le più basse da 36 anni. La specialità è tornata agli anni settanta, forse più indietro ancora. E nemmeno questo viaggio a ritroso ha incontrato gli Stati suddetti. L´Italia è un pianto, e si sapeva, aggrappata alle prove estreme (maratona, marcia). Ma le altre attraversano la stessa crisi: gli inglese hanno tradizione nel mezzofondo, dove hanno mostrato atleti di classe immensa (Owett, Coen, Cram), la Francia, ma anche gli stessi britannici – con la ‘riserva’ coloniale – hanno avuto velocisti di rango, e José Marie Perec (a metà degli anni novanta) fu l´ultima atleta capace di avvicinare i tempi proibiti e posticci delle varie Koch, Kratochvilova.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78191

Il prezzo dei prodotti ortofrutticoli compie un balzo del 200% nel percorso che va dal campo di raccolta alla tavola del consumatore finale. Il dato emerge da uno studio della Banca d’Italia che punta il dito contro la struttura dei mercati all’ingrosso italiani: vecchi, frammentati, scarsamente informatizzati e con orari di apertura poco flessibili che ostacolano lo sviluppo della concorrenza.«Nel corso degli ultimi tre anni – spiega la ricerca – con riferimento a un paniere di prodotti orticoli costruito in modo omogeneo, la differenza tra il prezzo alla produzione e quello all’ingrosso risulta in Italia superiore al 100%, contro un valore mediamente del 60% in Spagna e in Francia».L’analisi di Palazzo Koch mette in luce un dato preoccupante: «In questa fase per l’Italia – si legge nello studio – utilizzando i dati dell’istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea), si osserva un incremento medio di prezzo superiore al 50%; nel complesso, dal produttore al consumatore, il ricarico totale del comparto è mediamente del 200%».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78307

Tre genovesi tra i 20 e i 25 sono stati denunciati dalla Digos di Genova per violenza per fini razziali per l’aggressione dello studente angolano Assuncao Benvindo Muteba dello scorso 16 agosto. I tre, che secondo l’accusa insultarono la vittima per il colore della pelle e gli procurano ferite guaribili in alcuni giorni, devono rispondere del reato di violenza per fini razziali, ingiurie e lesioni aggravate dalla finalità della discriminazione razziale.

Il capo della Digos di Genova, Giuseppe Gonan, ha spiegato che «le indagini hanno evidenziato come l’aggressione sia iniziata per motivi occasionali» e che le testimonianze escludano che si sia trattato di «una spedizione punitiva preordinata». I tre denunciati, ha aggiunto il capo della Digos, «non hanno rapporti con formazioni politiche riferibili a ideologie xenofobe». Uno ha precedenti per lesioni, rissa e detenzione di stupefacenti, uno per detenzione di droga e ricettazione e il terzo per guida sotto l’effetto di droga.

I tre, in base alla legge Mancini sulla violenza per fini razziali, rischiano da 6 mesi a 4 anni di carcere. La Digos, che ha inviato l’informativa alla magistratura genovese questa mattina, spiega di avere ricostruito l’aggressione di Muteba nei minimi dettagli sulla base delle testimonianze di diverse persone presenti la sera del 16 agosto sul lungomare di Nervi.

Assuncao Bonvindo Muteba, 24 anni, da quattro anni in Italia, studente alla facoltà di economia dell’ Università di Genova, figlio di un dirigente del ministero, aveva raccontato la sua disavventura prima al quotidiano genovese ‘Il Corriere Mercantile’, poi alla Digos.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78301

Ci sono crimini noiosi. Talmente noiosi che non hai neanche voglia di leggerti tutto l’articolo. Leggi il titolo e volti pagina. Tra questi, il più noioso è lo stupro. Una giovane donna è stata violentata per una settimana dall’uomo che le aveva offerto lavoro come colf. Un’altra? Non c’è neanche la possibilità di una bella foto. Le donne violentate non si mettono sui giornali. Che faccia avrà questa colf non lo sapremo mai. Di solito gli articoli sugli stupri i giornali li presentano con una ragazza rannicchiata a terra, la testa nascosta dentro le braccia intrecciate sulle ginocchia. Le gambe nude, la maglietta strappata sulle spalle. Sempre la stessa. Chissà chi è quella donna, la vittima per antonomasia. Un’attrice? La figlia del fotografo che si è prestata a patto di non essere riconoscibile? Il fotogramma di un film degli anni settanta? Chiunque sia quella ragazza rannicchiata, rappresenta in maniera perfetta la maschera senza volto di un orrorifico carnevale, che ci sfila sotto gli occhi ogni giorno. Ecco a voi lo stupro. Che può essere di due tipi: secco (l’uomo sconosciuto che si getta sulla sconosciuta) o subdolo (l’amico, il conoscente che approfitta di un varco e poi non si ferma più, ignorando il rifiuto). E basta. Che noia. Cambia la location, può cambiare il numero di partecipanti, cambia soprattutto la percentuale di efferatezza. Ma la dinamica è sempre la stessa, da migliaia di anni.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78139

Soldati della Nato continuano a morire in Afghanistan. Ma, oltre alla pressione dei talebani sulle zone centrali del Paese che si è intensificata, sembra che c´entri anche il «fuoco amico», che pochi giorni fa avrebbe ucciso anche alcuni dei 10 militari caduti in un´imboscata.
Tre militari polacchi sono stati coinvolti nell´esplosione di una mina piazzata sul ciglio della strada nella provincia di Ghazni, nel sud del Paese, e altrettanti soldati canadesi sono morti, nel distretto di Zhari, sempre nel sud, nel corso di una missione di ricognizione.

Secondo una fonte di PeaceReporter, però, in un raid aereo della Nato mercoledì sono rimasti uccisi decine di civili, oltre i trenta presunti talebani. Le operazioni, condotte nella provincia di Laghman, circa 80 chilometri a est di Kabul, hanno provocato, in due attacchi separati, la morte di 23 persone e il ferimento di altre 14. Tutti civili. Un aereo della coalizione ha colpito e distrutto un edificio nel villaggio di Bad Pesh, all’interno del quale si stava organizzando una festa di matrimonio: 19 morti, 14 feriti. Nell’altro raid aereo, sempre mercoledì, altri quattro civili uccisi. A quanto pare, anche in questo caso si trattava di una festa di matrimonio, scambiata probabilmente per un raduno di guerriglieri. Un portavoce del comando Usa ha, tuttavia, riferito di non essere in possesso di dati circa la morte di non combattenti.

Già in passato, il problema delle uccisioni di civili provocate dalle forze della coalizione, ha portato a una rottura tra Kabul e i paesi occidentali coinvolti nelle operazioni militari.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78253

Josef Koudelka tra le sue fotografie, quelle di Praga 1968. Adesso, trent’anni dopo, sono in mostra anche in Italia, a Milano, la storia d’allora alla prova del presente e della distanza. Di mezzo il «muro di Berlino», che è crollato, e il crollo sembra aver moltiplicato gli anni.Josef Koudelka di anni ne ha settanta, ne aveva diciotto all’epoca di Budapest, trentenne fotografò i carri armati del Patto di Varsavia e del socialismo reale nelle strade di Praga. Koudelka, la camicia verde militare, le maniche rimboccate, i capelli biondi un po’ lunghi un po’ sparsi, sembra molto più giovane, forse per l’allegria e per l’ironia o per le maniere disincantate con le quali parla del suo passato, ad esempio di quella notte d’agosto quando tre volte un’amica lo avvertì che qualcosa di eccezionale stava avvenendo a Praga, che stavano arrivando i russi, e tre volte si girò dall’altra parte e si rimise a dormire. Finalmente si decise a dar retta alla sua informatrice. scese in strada e cominciò a fotografare. Fotografò per giorni e giorni, consumò metri e metri di pellicola, nascose dove poteva il risultato del suo lavoro e alla fine si ritrovò con uno straordinario reportage, come mai si sarebbe sognato: la cronaca in diretta della rivolta di Praga, della passione di un popolo che aveva creduto in Dubcek e nella sua strada. Parla sorridendo, tra inglese francese spagnolo italiano.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78173

Roma – Via libera da Palazzo
Madama al decreto della manovra economica. Il Senato ha votato la fiducia al governo che era stata posta sul maxi-emendamento
completamente sostitutivo del testo del provvedimento. I voti favorevoli sono stati 170, i contrari 129 (più tre astenuti, i senatori del Trentino Alto Adige).
Ora la manovra passa alla Camera, dove i deputati sono chiamati a un esame in seconda lettura per l’approvazione definitiva. Il decreto legge sulla manovra triennale è da oltre 36 miliardi. Le misure per il 2009 valgono circa 16,5
miliardi.

Berlusconi Già martedì prossimo, subito dopo la conversione in legge del decreto sulla manovra economica, ci
sarà un consiglio dei ministri dedicato alla discussione della finanziaria che sarà approvata dal governo a settembre. Lo ha annunciato
il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nella conferenza stampa a Palazzo Chigi.
Anche nella riunione di oggi “abbiamo discusso il tema principale che è la finanziaria” ha riferito il premier. “Il decreto sarà
convertito in legge martedì con la fiducia, e subito dopo ci sarà un cdm per iniziare a discutere la finanziaria che sarà approvata a
settembre, che confermerà quanto già previsto nel dl. Si tratta di una procedura rivoluzionaria: per la prima volta stiamo facendo leggi di
bilancio per i prossimi tre anni”. Quindi un auspicio: “Crediamo che in questa
finanziaria, in cui si cercheranno di ridurre gli sprechi e i privilegi, ci siano i numeri che ci consentiranno di sopportare e superare bene
anche questa grave crisi”.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280312