San Paolo – Ha vinto, è campione del mondo e allora che siano feste e applausi e si stappi champagne perché la Ferrari ce l’ha fatta di nuovo. E invece no, fermi tutti, perché non è vero niente, Felipe Massa ha vinto e perso allo stesso tempo e allora che mamma e papà e il box e il popolo rosso vestito e la torcida e tutti coloro che già saltavano su e giù ovunque qui attorno ripongano mestamente la loro voglia di far festa. Colpa della pioggia, di un pilota col nome un po’ da fiaba e un po’ da barzelletta, Timo Glock, che sotto il diluvio universale ha illuso e si è illuso di poter resistere alla disperazione di Lewis Hamilton che si sentiva scivolare via dalle dita il titolo mondiale. Colpa di quei 500 metri prima del traguardo, penultima curva, di quello scroscio di pioggia più forte del previsto che ha trasformato la scelta azzardata del giovane tedesco in una follia.

E dire che a 4 giri dal termine la pioggia era tornata a rompere le scatole e in molti, tutti i big, avevano scelto di rientrare e montare le gomme intermedie. Timo no, Timo aveva puntato sulla roulette ed era rimasto con quelle da asciutto, ritrovandosi così in un battibaleno nelle posizioni nobili. E dire che ce l’avrebbe fatta a difendere la quinta posizione se non fosse stato per lo scroscio, e dire che grazie a lui Felipe Massa sarebbe diventato campione del mondo.
Invece niente e invece no. Sul momento è un festival di emozioni ribaltate perché Felipe taglia il traguardo vincendo il gran premio ma non esulta.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303207

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