LONDRA – Non è un buon momento per il parlamento britannico, sconvolto dal peggiore scandalo della sua storia, le rivelazioni sui rimborsi spese dei deputati: mutui e affitti pagati per case inesistenti o assegnate a parenti, piscine e campi da tennis, perfino una casetta per gli anattroccoli in un laghetto, tutto fatto pagare allo stato, dunque al contribuente.

Si prevede che metà dei legislatori non potranno ricandidarsi alle elezioni dell’anno prossimo, che il primo ministro Gordon Brown rifarà da capo a piedi il governo per allontanare i ministri screditati, e nemmeno questo sarà sufficiente, secondo i sondaggi, a evitargli una batosta alle urne.

Compie un secolo e mezzo di vita, infatti, il Big Ben, l’orologio sulla torre di Westminster, i cui rintocchi segnano il tempo per i politici sottostanti, per milioni di londinesi e si può dire per tutti i cittadini britannici.

Più del bus a due piani e del panciuto taxi nero, più del logo della metropolitana e della cabina telefonica rossa (quest’ultima peraltro ormai utilizzata soltanto dalle call-girls per appicicarvi all’interno i loro biglietti da visita illustrati, poiché nel Regno Unito, come in Italia, ci sono più telefonini cellulari che abitanti), è infatti il simbolo britannico per eccellenza, noto e riconosciuto da tutti, ben oltre i confini nazionali.

Fonte:
http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/esteri/big-ben/big-ben/big-ben.html?ref=hpspr1

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