Stuprare una Donna – Interni
Agosto 24, 2008
Ci sono crimini noiosi. Talmente noiosi che non hai neanche voglia di leggerti tutto l’articolo. Leggi il titolo e volti pagina. Tra questi, il più noioso è lo stupro. Una giovane donna è stata violentata per una settimana dall’uomo che le aveva offerto lavoro come colf. Un’altra? Non c’è neanche la possibilità di una bella foto. Le donne violentate non si mettono sui giornali. Che faccia avrà questa colf non lo sapremo mai. Di solito gli articoli sugli stupri i giornali li presentano con una ragazza rannicchiata a terra, la testa nascosta dentro le braccia intrecciate sulle ginocchia. Le gambe nude, la maglietta strappata sulle spalle. Sempre la stessa. Chissà chi è quella donna, la vittima per antonomasia. Un’attrice? La figlia del fotografo che si è prestata a patto di non essere riconoscibile? Il fotogramma di un film degli anni settanta? Chiunque sia quella ragazza rannicchiata, rappresenta in maniera perfetta la maschera senza volto di un orrorifico carnevale, che ci sfila sotto gli occhi ogni giorno. Ecco a voi lo stupro. Che può essere di due tipi: secco (l’uomo sconosciuto che si getta sulla sconosciuta) o subdolo (l’amico, il conoscente che approfitta di un varco e poi non si ferma più, ignorando il rifiuto). E basta. Che noia. Cambia la location, può cambiare il numero di partecipanti, cambia soprattutto la percentuale di efferatezza. Ma la dinamica è sempre la stessa, da migliaia di anni.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78139
Morì sul campo dell’Almas: chiusa l’inchiesta
Luglio 19, 2008
Chiusa l’inchiesta sulla morte di Alessandro Bini, il ragazzo quattordicenne morto il 2 febbraio scorso, mentre stava disputando una partita nella categoria «Giovanissimi», in un campo di calcetto al Quadraro, nel quartiere Tuscolano. Una chiusura del fascicolo delle indagini preliminari da parte del pm Giuseppe Cascini, che verrà di sicuro seguita, non dall’archiviazione del caso, ma dalla richiesta di rinvio a giudizio che lo stesso pm Cascini presenterà al gip. Rischiano, pertando, di finire sotto processo Sandro Silvestri, ispettore della lega dilettanti, e Attilio Massolo, presidente e rappresentante legale della società Almas Roma srl, a cui è contestato il reato di cooperazione in omicidio colposo. Ai danni di Silvestri, pende un’altra ipotesi di reato per falso in atto pubblico. Il giovane centro campista della Polisportiva Cinecittà Bettini, in particolare, morì dopo aver sbattuto contro un irrigatore a bordo campo, privo di protezione in gommapiuma. Inoltre, dall’autopsia, eseguita dal medico legale Stefano Moriani, emerse che Bini non soffriva di patologie cardiache e che il decesso fu con sicurezza la conseguenza delle lesioni riportate in seguito al trauma. Nel dettaglio, la causa del decesso è stata una lesione contusiva all’altezza della regione toracica che ha interessato l’area precordiale. Il primo a essere iscritto nel registro degli indagati fu Massolo, in seguito all’esito di una consulenza disposta dal pm, tesa a verificare la sussistenza o meno dei requisiti di agibilità dello stesso terreno di gioco.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276982
Ho avuto la fortuna, più di quarant’anni fa, di conoscere l’uomo che per primo parlò, scrisse, predicò su un tema drammatico: i limiti dello sviluppo del nostro pianeta, prevedibili in un futuro non molto lontano. Un pensiero addirittura rivoluzionario in quel momento d’osanna generale al progresso senza fine e allo sviluppo, anche se incontrollato.
Su suo suggerimento, tentai con Carlo Alberto Pinelli, coautore in film impegnativi e compagno nelle prime battaglie ecologiste (parola ancora pressoché sconosciuta in Italia, negli anni Sessanta) di tradurre le idee d’avanguardia di Aurelio Peccei in un film dedicato ai problemi da lui indicati. Ed attingemmo anche alle ricerche di altri «scienziati del prossimo futuro» riuniti, dallo stesso Peccei, nel famoso «Club di Roma». Purtroppo, il nostro film dedicato alle loro idee sopravvisse solo pochi giorni sugli schermi dei cinema. E mai fu presentato in televisione. La gente, e non solo in Italia, non voleva sentir parlare, nemmeno accennare, a problemi ambientali. Cadeva nel vuoto ogni previsione sulla «fine delle risorse». Sull’esaurirsi, prima o poi, di quel petrolio le cui scorte sotterranee, oggi, sono infatti sempre più impoverite. Un problema oggi all’ordine del giorno.
Successivi incontri, non solo con un genio come Peccei, ma con altri studiosi dell’(allora) prossimo futuro, mi convinsero delle ragioni di chi sosteneva il ricorso al nucleare.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275369