A Losail Valentino ha già trionfato due volte (2005 e 2006) Domenica il primo appuntamento del Mondiale, il Dottore: «Il circuito non mi entusiasma, ma abbiamo ancora delle carte da giocare»

Domenica il via e Valentino Rossi, campione del mondo in carica della classe MotoGp, è soddisfatto della sua Yamaha M1.

I test significano poco rispetto a quando si inizia a gareggiare, la situazione è del tutto diversa».Se il circuito di Losail non entusiasma Rossi, questo non gli ha impedito di scrivervi alcune pagine della sua strabiliante carriera, cogliendovi due delle sue 97 vittorie: primo nel 2005 e 2006, secondo nel 2007, quinto l’anno scorso.

In ogni caso sono contento delle prestazioni della mia M1».La vera incognita sarà il rendimento delle gomme uguali per tutti, marcate Bridgestone, la marca giapponese che già dal 2008 fornisce gli pneumatici alla Yamaha di Rossi.

Fonte:
http://www.lastampa.it/sport/cmsSezioni/motomondiale/200904articoli/19866girata.asp

I cento metri sono stati affare americano fra gli uomini (tutti i finalisti lo erano, con maggioranza del Caribe) e giamaicano fra le donne. Il mezzofondo è un regolamento di conti africano, fra keniani e etiopi veri e keniani e etiopi arabizzati con i soldi dei sultani e degli sceicchi. S´inserisce l´Africa mediterranea. Nei concorsi (salti, lanci) domina la scuola slava, polverizzata in molte bandiere, e sempre di più. In queste discipline s´affaccia ogni tanto un greco, un rumeno, mentre fa scena muta la ‘vecchia’ Europa: è sparita. Nei primi tre giorni di atletica leggera, che è pur sempre la disciplina più probante, diffusa in tutto il mondo, Italia, Gran Bretagna, Francia, Germania hanno prodotto solo un misero argento, grazie ad un algerino naturalizzato francese, nei 3 mila siepi e con somma sorpresa. Anche la ‘nuova’ Spagna è spettatrice.

Il salto in lungo maschile di ieri sera è stato esemplare: si è vinto con misure modestissime, le più basse da 36 anni. La specialità è tornata agli anni settanta, forse più indietro ancora. E nemmeno questo viaggio a ritroso ha incontrato gli Stati suddetti. L´Italia è un pianto, e si sapeva, aggrappata alle prove estreme (maratona, marcia). Ma le altre attraversano la stessa crisi: gli inglese hanno tradizione nel mezzofondo, dove hanno mostrato atleti di classe immensa (Owett, Coen, Cram), la Francia, ma anche gli stessi britannici – con la ‘riserva’ coloniale – hanno avuto velocisti di rango, e José Marie Perec (a metà degli anni novanta) fu l´ultima atleta capace di avvicinare i tempi proibiti e posticci delle varie Koch, Kratochvilova.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78191

Non è un film per vecchi questo thriller psicologico, dove due genitori perfettini, che abitano nel tipico stupendo appartamento di Manhattan, danno vita alla classica famiglia patologica. A scatenare le peggiori fobie del loro figlio dodicenne Joshua, ecco la nascita di Lily. Si sa che negli adolescenti le tensioni paranormali sono potenti, come le pulsioni psichiche più riposte, ma qui, tra apparenze smaltate genere newyorchesi affluenti e comportamenti paranoici del giovane disturbato, si piomba dritti nell’incubo. Come quando la Sonata n.12 di Beethoven fa da sfondo alle allucinazioni da sveglio, di cui Joshua soffre. Brividi assicurati: d’estate, non è poco.JOSHUA di George Ratcliff (Usa, 2007) con Sam Rockwell, Vera Formiga. 105 minuti

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275241